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  La costruzione di questo spazio interno equivale ad un vero e proprio “far vuoto”.    Tutto lo spazio è concentrato su quel taglio attraverso il quale la luce dei giorni e delle stagioni, misura riti e preghiere, o i semplici atti quotidiani.    Il disco del sole vi rimane per un attimo sospeso nell’ora antica del mezzodì: il fragore del temporale v’irrompe con la luce del lampo e lo scroscio della pioggia; nelle sere di plenilunio ombre ancora più nette si stagliano.
       
     
  Ma se si cambia la prospettiva, si cambia la percezione: non più finestra ma limite, non più apertura ma recinto.    Pareti a specchio ripiegano lo sguardo all’indietro trasformando lo spazio in un luogo minimo dell’anima.    
       
     
  Corde tese si sovrappongono alle strisce dell’animale, quasi attraversandolo.    L’illusione è mistero e di pari passo la misura, ma non la misura del mistero.
       
     
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 “Per sempre hai richiuso qualche porta e c’è uno specchio che ti attende invano;  il crocevia ti sembra aperto e lo vigila il quadrifronte Giano”. Jorge Luis Borges  
       
     
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Installazione collettiva sul tema degli sconfinamenti al Festival "Architettura in Città" a Torino

  La costruzione di questo spazio interno equivale ad un vero e proprio “far vuoto”.    Tutto lo spazio è concentrato su quel taglio attraverso il quale la luce dei giorni e delle stagioni, misura riti e preghiere, o i semplici atti quotidiani.    Il disco del sole vi rimane per un attimo sospeso nell’ora antica del mezzodì: il fragore del temporale v’irrompe con la luce del lampo e lo scroscio della pioggia; nelle sere di plenilunio ombre ancora più nette si stagliano.
       
     

La costruzione di questo spazio interno equivale ad un vero e proprio “far vuoto”.

Tutto lo spazio è concentrato su quel taglio attraverso il quale la luce dei giorni e delle stagioni, misura riti e preghiere, o i semplici atti quotidiani.

Il disco del sole vi rimane per un attimo sospeso nell’ora antica del mezzodì: il fragore del temporale v’irrompe con la luce del lampo e lo scroscio della pioggia; nelle sere di plenilunio ombre ancora più nette si stagliano.

  Ma se si cambia la prospettiva, si cambia la percezione: non più finestra ma limite, non più apertura ma recinto.    Pareti a specchio ripiegano lo sguardo all’indietro trasformando lo spazio in un luogo minimo dell’anima.    
       
     

Ma se si cambia la prospettiva, si cambia la percezione: non più finestra ma limite, non più apertura ma recinto.

Pareti a specchio ripiegano lo sguardo all’indietro trasformando lo spazio in un luogo minimo dell’anima.

 

  Corde tese si sovrappongono alle strisce dell’animale, quasi attraversandolo.    L’illusione è mistero e di pari passo la misura, ma non la misura del mistero.
       
     

Corde tese si sovrappongono alle strisce dell’animale, quasi attraversandolo.

L’illusione è mistero e di pari passo la misura, ma non la misura del mistero.

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 “Per sempre hai richiuso qualche porta e c’è uno specchio che ti attende invano;  il crocevia ti sembra aperto e lo vigila il quadrifronte Giano”. Jorge Luis Borges  
       
     

“Per sempre hai richiuso qualche porta e c’è uno specchio che ti attende invano;  il crocevia ti sembra aperto e lo vigila il quadrifronte Giano”. Jorge Luis Borges